Se ti sei mai trovato in un grattacielo, premendo il pulsante dell’ascensore solo per vedere un’auto che ti passava nella direzione opposta, probabilmente hai provato un senso di ingiustizia cosmica. Sembra meno sfortuna e più una cospirazione mirata.
Tuttavia, come scoprirono i fisici George Gamow e Marvin Stern negli anni ’50, questo fenomeno non è il risultato della “Legge di Murphy” o di semplici pregiudizi umani. È una conseguenza prevedibile della probabilità matematica.
La scoperta di un modello
La realizzazione iniziò durante un’estate del 1956 presso l’azienda Convair di San Diego. George Gamow, un noto fisico, lavorava al secondo piano, mentre il suo collega Marvin Stern lavorava al quinto. Passando spesso da un piano all’altro, notavano un inconveniente ricorrente: l’ascensore arrivava quasi sempre nella direzione in cui non volevano andare.
Per verificare se si trattasse semplicemente di una sensazione o di un fatto, iniziarono a tenere registri meticolosi. Le loro scoperte furono sorprendenti:
– Quando Gamow voleva salire, l’ascensore scendeva cinque volte su sei.
– Quando Stern voleva scendere, l’ascensore saliva cinque volte su sei.
I loro dati hanno dimostrato che la direzione “sbagliata” non era solo una percezione, ma una realtà statistica.
Perché la matematica favorisce la direzione “sbagliata”.
Per capire perché ciò accade, è necessario osservare il movimento degli ascensori all’interno dei vincoli verticali di un edificio. Il nocciolo della questione risiede negli intervalli tra i cambi di direzione.
L’effetto dell’ultimo piano
Consideriamo una persona all’ultimo piano di un edificio. Affinché un ascensore possa servirli, deve viaggiare dal basso verso l’alto e poi iniziare immediatamente la discesa. Poiché il movimento dell’ascensore è ciclico, il tempo impiegato per salire è essenzialmente un unico lungo viaggio, mentre anche il tempo trascorso “giù” è un unico viaggio.
Tuttavia, man mano che si scende dall’alto, la finestra temporale in cui un ascensore viaggia in una direzione specifica diventa molto più stretta. Ad esempio, al penultimo piano, l’ascensore sale, si ferma brevemente e poi scende immediatamente. Se arrivi in un momento casuale, statisticamente avrai maggiori probabilità di incontrare l’auto durante la sua lunga salita o la sua inevitabile discesa, a seconda del flusso dell’edificio.
L’effetto del pavimento basso
La stessa logica si applica alla parte inferiore dell’edificio. Al secondo piano, un ascensore che arriva dall’alto ricomincerà quasi immediatamente il suo viaggio verso l’alto. Il “gap” tra un’auto in discesa e un’auto in salita è molto piccolo, rendendo molto probabile l’incontro con un’auto che si muove nella direzione che sta per cambiare.
Un modello semplificato
Per visualizzarlo, immagina un edificio di 30 piani con un unico ascensore lento. Se la direzione crea un programma rigoroso in cui gli ascensori partono ogni ora, i conti diventano chiari:
- Al 2° piano: A meno che non arrivi nel momento esatto in cui è prevista la salita dell’ascensore, la prima macchina che vedrai sarà quasi sicuramente quella che scende dai piani superiori. In questo modello, ti imbatteresti in un ascensore “nella direzione sbagliata” 29 volte su 30.
- Al 29° piano: È vero il contrario; statisticamente è più probabile che tu veda un’auto dirigersi verso la cima prima che una scenda per incontrarti.
Anche se gli edifici del mondo reale sono più complessi (dotati di più ascensori, velocità variabili e passeggeri che scelgono le scale), la tendenza di fondo rimane. La direzione “sbagliata” spesso occupa una finestra temporale statistica più ampia di quella “giusta”.
Conclusione
La sensazione che gli ascensori stiano lavorando contro di te non è un’illusione; è una certezza matematica. L’inefficienza percepita è semplicemente il risultato di come i cicli direzionali e le posizioni dei piani interagiscono all’interno di un sistema chiuso.




















