Per decenni, la saggezza prevalente in linguistica è stata semplice: parli come le persone che vivono intorno a te. Se sei cresciuto nel profondo sud, hai sviluppato un suono del sud; se ti trasferisci nei Grandi Laghi, le tue vocali si sono spostate per adattarsi al dialetto locale. Tuttavia, una nuova ricerca suggerisce che il modo in cui parliamo si basa sempre meno sulle nostre coordinate fisiche e sempre più sul nostro senso interiore di sé.
La complessità del discorso regionale
La cultura popolare spesso si basa su stereotipi eccessivamente semplificati – l’accento del sud o l’accento newyorkese – ma la linguistica del mondo reale è molto più sfumata. Anche all’interno di una singola regione come il sud americano, esiste un vasto spettro di dialetti, tra cui l’Appalachian, l’Ozark, il Coastal Southern e il Louisiana Cajun. Queste variazioni sono modellate da una fitta rete di antenati, classi e migrazioni storiche.
Un recente studio pubblicato sulla rivista American Speech suggerisce che un nuovo fattore sta entrando in questa equazione: l’identità.
Lo studio della contea di Defiance
I linguisti della Ohio State University (OSU) hanno deciso di testare questa teoria nella contea di Defiance, Ohio. Questa posizione funge da perfetto “crocevia linguistico”, situato in una zona di transizione tra l’accento dell’entroterra settentrionale (comune in città come Detroit e Chicago) e l’accento del Midland (presente in gran parte del Midwest).
Per indagare su cosa determina i modelli di discorso in questa zona mista, i ricercatori hanno intervistato 22 uomini e hanno analizzato cinque modelli vocalici specifici. Hanno esaminato due variabili primarie per vedere quale aveva un’influenza maggiore sul discorso:
1. Modelli di viaggio: quanto gli individui hanno viaggiato in altre regioni.
2. Identità personale: come gli individui percepiscono se stessi (in particolare, il loro legame con il “paese” o gli stili di vita rurali).
Identità sulla geografia
I risultati hanno messo in discussione le ipotesi iniziali dei ricercatori. Sebbene si aspettassero che i frequenti viaggi in altre regioni potessero “infettare” l’accento di una persona con nuovi tratti fonetici, la connessione era notevolmente debole.
Invece, la correlazione più forte è stata trovata nel come i partecipanti si sono identificati.
I ricercatori hanno utilizzato vari parametri per valutare la “mentalità country”, chiedendo informazioni sugli hobby (come la caccia e la pesca rispetto al golf o ai videogiochi) e sulle preferenze di stile di vita. Hanno scoperto che:
– I partecipanti che si identificavano fortemente con uno stile di vita rurale, “di campagna” usavano frequentemente modelli vocalici associati a regioni lontane come gli Appalachi o il sud.
– Ciò è avvenuto anche se i partecipanti non avevano legami diretti con quelle zone e vivevano a centinaia di chilometri di distanza.
“Il modo in cui le persone parlano può essere influenzato da chi vogliono essere, non solo dal luogo in cui vivono”, spiega Kathryn Campbell-Kibler, linguista dell’OSU e coautrice dello studio.
L’influenza digitale sul dialetto
Questo cambiamento segna un cambiamento significativo nel modo in cui la cultura umana si diffonde. In passato la lingua era localizzata; hai imparato il tuo discorso dai tuoi vicini, dai tuoi genitori e dalla tua comunità locale. Oggi viviamo in un’era iperconnessa.
Come osserva Campbell-Kibler, Internet, i social media e la televisione ci permettono di consumare stili di vita e culture da tutto il mondo. Non siamo più limitati alla “bolla” linguistica del nostro quartiere fisico. Se una persona si identifica con una certa sottocultura o stile di vita che vede online, può inconsciamente adottare i marcatori linguistici di quella cultura, indipendentemente dalla sua effettiva posizione.
Conclusione
Mentre la geografia rimane un elemento fondamentale del dialetto, l’identità personale e il consumo culturale stanno diventando nuovi potenti motori del modo in cui parliamo. I nostri accenti stanno diventando sempre più un riflesso dei nostri valori scelti e delle comunità percepite piuttosto che solo dei nostri codici postali.
