Perché non dimentichi mai come andare in bicicletta: la scienza della memoria procedurale

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Tutti noi abbiamo vissuto quel momento frustrante in cui ci si dimentica dove abbiamo lasciato le chiavi o cosa abbiamo mangiato a cena. Eppure, anche se non tocchi una bicicletta da vent’anni, nel momento in cui ti siedi in sella, il tuo corpo sembra ricordare esattamente cosa fare.

Questo fenomeno è più di una semplice coincidenza fortunata; è un aspetto fondamentale del modo in cui il cervello umano classifica e memorizza le informazioni. Il motivo per cui “è come andare in bicicletta” è un modo valido per descrivere un’abilità che affonda le sue radici nei modi distinti in cui il nostro cervello gestisce diversi tipi di memoria.

I tre pilastri della memoria

Per capire perché le abilità permangono mentre i fatti svaniscono, dobbiamo guardare a come il cervello organizza la memoria a lungo termine. Secondo il dottor Andrew Budson, professore di neurologia alla Boston University, il cervello utilizza tre percorsi distinti:

  1. Memoria semantica: questa è la tua “enciclopedia”. Memorizza fatti e conoscenze generali, come sapere che un cane è diverso da un gatto o capire come usare un cacciavite.
  2. Memoria episodica: questa è la tua “autobiografia”. Consiste in esperienze personali specifiche, come il ricordo del tuo primo bacio o quello che hai fatto lo scorso fine settimana.
  3. Memoria procedurale: questo è il tuo “manuale di istruzioni”. Si tratta di attività che diventano automatiche attraverso la ripetizione, come suonare uno strumento, scrivere o andare in bicicletta.

Mentre le memorie semantiche ed episodiche sono spesso le prime a svanire con l’età o con l’esperienza dello stress, la memoria procedurale è straordinariamente resistente.

Le abilità “cablate” del cervello

Il motivo per cui andare in bicicletta sembra così permanente è dovuto a dove è archiviata la memoria. Mentre ricordare una cena si basa su diverse regioni del cervello, la memoria procedurale è gestita da strutture profonde come i gangli della base e il cervelletto.

Queste aree sono responsabili del controllo e della coordinazione motoria. Poiché queste strutture sono profondamente integrate nel nostro movimento fisico, le memorie procedurali diventano “cablate”. Ciò non significa che siano immutabili (puoi sicuramente adattare il tuo equilibrio a un diverso tipo di bici), ma la meccanica fondamentale rimane incredibilmente stabile nel tempo.

“Ciò che è molto diverso nelle memorie procedurali è che si basano su queste diverse strutture cerebrali che sono, in generale, molto più resistenti ai cambiamenti nel tempo.” — Dott. Andrew Budson

Perché gli scienziati non possono semplicemente “studiare il ciclismo”

Potresti chiederti perché non esiste una ricerca più specifica sull’atto stesso del ciclismo. La risposta sta nella difficoltà del controllo scientifico.

Per condurre uno studio rigoroso, gli scienziati devono controllare le variabili. È quasi impossibile eseguire una risonanza magnetica su una persona mentre sta pedalando attivamente lungo una strada. Inoltre, fare affidamento sul fatto che le persone “riferiscano autonomamente” quanto bene sanno guidare è inaffidabile; la percezione che una persona ha delle proprie abilità potrebbe non corrispondere alla sua effettiva capacità.

Invece, i ricercatori utilizzano esperimenti proxy. Potrebbero chiedere ai soggetti di svolgere compiti difficili, come disegnare forme mentre guardano le loro mani attraverso uno specchio. Ciò consente agli scienziati di osservare il processo di una nuova abilità che passa dallo sforzo cosciente alla memoria procedurale automatica in un ambiente controllato.

Il ruolo della ripetizione e dell’invecchiamento

È importante notare che un singolo tentativo di acquisire un’abilità raramente è sufficiente per creare una memoria procedurale duratura. I percorsi neurali devono essere “rinforzati” attraverso la ripetizione. Una volta stabiliti questi percorsi, diventa molto più facile riattivarli. Questo è il motivo per cui, anche dopo una lunga pausa, probabilmente scoprirai di “reimparare” un’abilità molto più velocemente la seconda volta.

Questo meccanismo biologico rimane utile per tutta la nostra vita:
Adattabilità: invecchiando possiamo apprendere nuove abilità motorie complesse, come utilizzare una sedia a rotelle o utilizzare nuove tecnologie come un tablet.
Vantaggio evolutivo: dal punto di vista della sopravvivenza, è essenziale che abilità come correre o spostarsi sul terreno diventino automatiche, consentendo alla nostra mente cosciente di concentrarsi su altre minacce piuttosto che sui meccanismi del movimento.


Conclusione
La permanenza delle abilità ciclistiche testimonia la capacità del cervello di creare percorsi di memoria specializzati e altamente resistenti per i compiti fisici. Anche se le nostre storie e i nostri fatti personali possono svanire, la nostra “memoria muscolare” procedurale rimane uno strumento affidabile per navigare nel mondo.

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