La NASA accelera il ritorno dell’astronauta dalla ISS a causa di un problema medico non divulgato

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La NASA sta riportando a casa anticipatamente i quattro astronauti a bordo della missione Crew-11 dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) a causa di una condizione medica grave, sebbene attualmente stabile, che colpisce uno dei membri dell’equipaggio. La decisione, annunciata giovedì, segna la prima volta che la NASA interrompe una missione sulla ISS per motivi di salute nei quasi 26 anni di continua occupazione umana della stazione.

Situazione senza precedenti

La mossa è insolita data la lunga esperienza della ISS con una presenza ininterrotta dell’equipaggio. L’amministratore della NASA Jared Isaacman ha sottolineato che non si tratta di un’uscita dall’orbita di emergenza, ma l’agenzia ha stabilito che le condizioni dell’astronauta richiedono cure mediche più complete di quelle disponibili a bordo. L’esatta natura della malattia rimane sconosciuta, in linea con la politica sulla privacy della NASA riguardante la salute dell’equipaggio.

Contesto storico

Anche se rare, si sono già verificate interruzioni premature delle missioni dovute a emergenze mediche nell’esplorazione spaziale. L’Unione Sovietica richiamò i cosmonauti dalla stazione Salyut 7 nel 1985 a causa di un problema urologico e dalla stazione Mir nel 1987 a seguito del rilevamento di un’aritmia cardiaca. Quest’ultimo incidente sottolinea i rischi intrinseci del volo spaziale di lunga durata e le limitazioni dell’assistenza medica in orbita.

Perché è importante

L’ISS è attrezzata per gestire molti scenari medici, ma diagnosi e trattamenti complessi richiedono strutture a terra. La decisione della NASA di restituire l’intero equipaggio evidenzia i vincoli logistici delle operazioni spaziali: non ci sono capsule di riserva prontamente disponibili presso la ISS e lasciare gli astronauti bloccati senza un veicolo di ritorno affidabile è inaccettabile. L’incidente solleva anche interrogativi sulla frequenza di tali eventi poiché le missioni spaziali diventano più frequenti e di maggiore durata.

Equipaggio e sequenza temporale

L’equipaggio-11 è composto dagli astronauti della NASA Mike Fincke e Zena Cardman, dal cosmonauta russo Oleg Platonov e dall’astronauta giapponese Kimiya Yui. La loro missione programmata di sei mesi, iniziata il 1° agosto 2025, doveva concludersi a metà febbraio 2026. La tempistica del ritorno dipende ora dalle condizioni meteorologiche nel luogo dell’ammaraggio, con una partenza prevista “entro i prossimi giorni”. L’agenzia sta inoltre valutando se accelerare il lancio di Crew-12, la prossima missione SpaceX, per mantenere i livelli di personale della ISS.

Guardando al futuro

Lo storico dello spazio Jordan Bimm osserva che questo incidente, sebbene sorprendente ora, potrebbe diventare più comune con l’espansione dell’esplorazione spaziale umana. “Le persone si ammaleranno e, a volte, sarà necessario fare i conti con gli imprevisti”, ha affermato, riconoscendo che tali eventi saranno probabilmente “la nuova normalità” poiché gli esseri umani trascorrono più tempo nel duro ambiente dello spazio.

La decisione di riportare a casa l’equipaggio-11 in anticipo ricorda chiaramente che anche i programmi spaziali più avanzati non possono eliminare tutti i rischi per la salute umana. L’incidente probabilmente richiederà una revisione dei protocolli medici e delle procedure di emergenza per le missioni di lunga durata, garantendo che la sicurezza degli astronauti rimanga una priorità assoluta in futuro.

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