Uno stencil a mano recentemente analizzato scoperto in un sistema di grotte di Sulawesi sposta indietro la linea temporale dell’espressione artistica umana di almeno 15.000 anni. L’opera d’arte, datata a un minimo di 67.800 anni, costituisce la più antica pittura rupestre confermata mai trovata, anticipando significativamente precedenti scoperte sulla stessa isola e altrove. Questa scoperta non aggiunge solo un’altra voce ai libri dei record; rimodella la nostra comprensione delle prime capacità cognitive umane e dei modelli di migrazione.
Metodi di scoperta e datazione
L’antica arte è stata ritrovata in una grotta già nota per i dipinti preistorici, ma trascurata fino a tempi recenti. I ricercatori hanno utilizzato un metodo di datazione laser non distruttivo, evitando la perforazione tradizionale, per analizzare accuratamente la composizione del pigmento e determinarne l’età. Questa tecnica ha consentito test più completi, fornendo un intervallo di tempo più preciso rispetto a quello consentito dai metodi precedenti. Lo stencil vicino è stato datato a 60.900 anni fa.
Implicazioni per l’evoluzione umana
La scoperta mette in discussione l’idea secondo cui abilità cognitive avanzate, come il pensiero simbolico e l’espressione creativa, si siano sviluppate più tardi nella storia umana. L’esistenza di un’arte sofisticata quasi 70.000 anni fa suggerisce che il primo Homo sapiens possedesse una capacità di pensiero astratto molto prima di quanto precedentemente ipotizzato.
“Confermano ciò che oggi è noto: che l’arte è positivamente correlata al pensiero critico e alla capacità creativa di risolvere i problemi”, afferma Franco Viviani, antropologo fisico.
Ciò si collega anche alla più ampia comprensione dello sviluppo umano insieme ad altre scoperte come gioielli di conchiglie risalenti a oltre 70.000 anni fa e ossa incise attribuite ai Neanderthal di 57.000 anni fa.
Approfondimenti culturali e migrazione in Australia
L’opera d’arte stessa fornisce indizi sulla cultura dei suoi creatori. Lo stencil della mano presenta dita distintive a forma di artiglio, uno stile unico dell’arte rupestre di Sulawesi. I ricercatori teorizzano che questo disegno possa simboleggiare una profonda connessione tra esseri umani e animali, riflettendo le prime credenze o visioni del mondo.
La presenza di un’arte così antica in Indonesia ha implicazioni anche per la cronologia della migrazione umana in Australia. Gli archeologi dibattono da tempo su quando i primi esseri umani arrivarono nel continente, con stime che vanno da 65.000 a 50.000 anni fa. Questa scoperta suggerisce che gli esseri umani potrebbero aver raggiunto l’Australia anche prima, intraprendendo potenzialmente la prima traversata marittima intenzionale a lunga distanza.
Queste nuove prove sottolineano la complessità della prima storia umana, spingendo a riconsiderare le rotte migratorie e lo sviluppo dell’espressione artistica nella nostra specie. La capacità di creare arte così tanto tempo fa dimostra che il pensiero simbolico e la sofisticazione cognitiva erano presenti molto prima di quanto si credesse in precedenza, sollevando interrogativi su come e perché gli esseri umani abbiano sviluppato queste capacità.





















