Il mito duraturo secondo cui le carote migliorano notevolmente la vista risale a un’astuta campagna di propaganda britannica durante la seconda guerra mondiale. Nel disperato tentativo di nascondere la loro nuova tecnologia radar, il Ministero dell’Alimentazione promosse l’idea che i piloti della Royal Air Force avessero una visione notturna eccezionale perché mangiavano abbondanti quantità di carote. La storia, amplificata dai media, attribuiva falsamente il successo dell’asso pilota John Cunningham al suo consumo di carote – un’affermazione che in seguito liquidò come una “lunga e dura fatica”.
Sebbene la narrativa del tempo di guerra fosse un’invenzione, la scienza sottostante nasconde una parte di verità. Le carote contribuiscono alla salute degli occhi, ma non come cura magica. Sono ricchi di beta-carotene, che il corpo converte in vitamina A. La vitamina A è essenziale per il funzionamento della rodopsina, una proteina sensibile alla luce fondamentale per la visione notturna e la vista periferica. Una grave carenza di vitamina A può portare alla cecità notturna, un problema prevenibile nei paesi sottosviluppati.
Tuttavia, per la maggior parte delle persone nei paesi sviluppati, una dieta equilibrata fornisce già abbastanza vitamina A. Il consumo eccessivo di carote non migliorerà ulteriormente la vista e può persino causare carotenemia, un ingiallimento innocuo ma evidente della pelle.
Per una salute oculare ottimale, una dieta variata è fondamentale. Anche gli acidi grassi Omega-3 (dal pesce), la vitamina E (dalla frutta secca) e la vitamina C (dalla frutta) svolgono un ruolo protettivo contro le condizioni legate all’età come la degenerazione maculare e la cataratta. La dieta mediterranea, ricca di questi nutrienti, offre un approccio più completo rispetto al solo affidamento sulle carote.
L’idea che le carote da sole migliorino notevolmente la vista è un mito. Costituiscono un componente di una dieta sana che supporta la vista, non una soluzione autonoma.
