Il campo magnetico terrestre arriva più lontano di quanto si pensasse in precedenza

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Il campo magnetico della Terra, già noto come un potente scudo contro le radiazioni spaziali dannose, si estende molto più lontano nello spazio di quanto precedentemente creduto dagli scienziati, potenzialmente anche oltre la Luna. Nuovi dati provenienti dal lander lunare cinese Chang’e 4 rivelano una “cavità” in cui i raggi cosmici vengono deviati, suggerendo che l’influenza magnetica del nostro pianeta è di vasta portata. Questa scoperta, pubblicata su Science Advances, ha implicazioni per la futura sicurezza degli astronauti e per la nostra comprensione della meteorologia spaziale.

Protezione inaspettata

Per anni, i ricercatori hanno ipotizzato che la maggior parte della Luna si trovasse al di fuori della bolla magnetica protettiva della Terra. Tuttavia, le misurazioni effettuate dall’esperimento Lunar Lander Neutron and Dosimetry a bordo di Chang’e 4 hanno mostrato che la superficie lunare riceve meno radiazioni cosmiche del previsto. Inizialmente gli scienziati avevano respinto i dati come errori, ma rigorosi test statistici hanno confermato l’anomalia: il campo magnetico terrestre influenza lo spazio fino alla Luna.

Come funziona

I raggi cosmici galattici, provenienti da fonti come stelle e buchi neri, bombardano il nostro sistema solare con particelle cariche. Alcune di queste particelle sono ad alta energia e passano facilmente, mentre altre sono più lente e vengono deviate più facilmente dai campi magnetici. La nuova ricerca indica che la magnetosfera terrestre crea una regione in cui i raggi cosmici a bassa energia vengono messi da parte, riducendo l’esposizione alle radiazioni anche a distanze lunari.

Implicazioni per i viaggi spaziali

Proteggere gli astronauti dalle radiazioni è fondamentale per le missioni spaziali di lunga durata. La scoperta che il campo magnetico della Terra si estende oltre quanto ipotizzato significa che i futuri habitat lunari potrebbero essere posizionati strategicamente per sfruttare questa schermatura naturale. Ciò potrebbe ridurre la necessità di una pesante schermatura artificiale contro le radiazioni, rendendo le missioni più efficienti.

“È una ricerca brillante, e ci mostra che più studiamo fenomeni al di fuori del nostro pianeta, più scopriamo che non sappiamo”, afferma Philip Metzger, professore di scienze planetarie presso l’Università della Florida Centrale.

Questa scoperta sottolinea l’importanza di continuare l’esplorazione spaziale: più impariamo sul nostro ambiente, meglio possiamo prepararci per la presenza umana oltre la Terra. La scoperta rafforza il fatto che il campo magnetico terrestre è una componente vitale, ma spesso sottovalutata, dell’abitabilità del nostro pianeta e del suo ruolo futuro nell’esplorazione spaziale.

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