Balene spaziali e fantascienza queer: reinventare un gigante letterario

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Cosa succede quando prendi uno dei pilastri più scoraggianti del canone letterario inglese, Moby-Dick di Herman Melville, e lo lanci nello spazio profondo?

Nel suo nuovo romanzo, Hell’s Heart , l’autrice Alexis Hall esegue un audace trapianto letterario. Trasforma la storia dell’ossessione e della caccia alle balene del 1851 in una “queer opera spaziale di fantascienza”. Il risultato è una storia che scambia i vasti e inconoscibili oceani della Terra con le schiaccianti profondità atmosferiche di Giove, reinventando il classico Ishmael nei panni di una donna trans che guida un equipaggio a bordo della navicella spaziale Pequod.

Dalle navi baleniere alle astronavi

L’ispirazione per questo cambiamento cosmico è nata da una fonte inaspettata: una sfida di lettura in lockdown. Durante il tentativo di leggere Moby-Dick un capitolo al giorno durante la pandemia del 2020, Hall si è trovata affascinata non solo dalla trama, ma dall’attenzione granulare, quasi ossessiva di Melville ai dettagli.

“Penso che Melville sia abbastanza grande per accettarlo”, nota Hall. “Penso che parte del motivo per cui si sceglie specificamente la fantascienza sia che c’è una certa prospettiva da cui Moby-Dick è un libro di fantascienza… Il livello di dettaglio che hai su come funziona la caccia alle balene… è qualcosa che puoi ancora fare nel genere fantascienza.”

Hall sostiene che il fascino di Melville per gli aspetti tecnici della caccia alle balene – anche i dettagli biologici bizzarri o “casuali” – rispecchia il modo in cui la fantascienza costruisce i mondi. Spostando l’ambientazione su Giove, Hall è in grado di mantenere quell'”energia” di dettagli iperspecifici e di costruzione del mondo mentre esplora una frontiera molto più aliena.

La scienza della “bestia di Möbius”

Sebbene il libro sia un’opera di finzione, Hall lo ha infuso con una quantità sorprendente di scienza planetaria. L’ambientazione non è solo uno sfondo; è un personaggio in sé.

Il romanzo esplora la terrificante realtà dell’ambiente di Giove, incorporando:
Composizione atmosferica: Hall ha studiato i gas e i profili di temperatura del gigante gassoso per garantire che l’ambientazione sembrasse radicata.
Fenomeni estremi: La narrazione tocca vere teorie scientifiche, come la possibilità della “pioggia di diamanti” all’interno degli strati di Giove.
Fisica dei fluidi: Il “mare di idrogeno” al centro del pianeta è ispirato allo strano comportamento speculare dell’idrogeno e dell’elio liquidi, noto come superfluidità.

Tuttavia, Hall è attento a gestire le aspettative dei lettori. She emphasizes that while she uses real science to pass the “sniff test,” the book is ultimately a space opera designed for narrative impact rather than a textbook.

### Un nuovo ecosistema: i Leviatani di Giove

Per tradurre nello spazio l’ecosistema marittimo dell’opera di Melville, Hall sviluppò un complesso sistema di classificazione per i “titani” di Giove. Queste creature svolgono sia ruoli biologici che narrativi, riempiendo le nicchie lasciate da squali, uccelli e balene nel testo originale:

  1. Leviatani: Le principali “balene” della storia, che occupano il ruolo centrale nella catena alimentare cosmica.
  2. Wyrm: creature simili ad anguille che servono allo scopo narrativo di squali e uccelli spazzini.
  3. Kraken: sacche galleggianti che agiscono come predatori opportunisti.
  4. Behemoth: creature grandi e sedentarie che, proprio come la carcassa di una balena sul fondo dell’oceano, creano un nesso per una nuova vita.

La ricerca dell’infinito

Al di là degli alieni e della fisica, Hell’s Heart è alle prese con le questioni filosofiche fondamentali che hanno reso Moby-Dick un capolavoro. Il romanzo originale esplorava l ‘”inconoscibilità” dell’oceano e i limiti della percezione umana.

Nelle mani di Hall, questo tema viene aggiornato per l’era spaziale. L'”infinità” del nastro di Möbius – un motivo ricorrente nel libro – rappresenta l’infinità dell’esplorazione spaziale, l’incessante caccia alle risorse e la ricerca interna e infinita dell’identità personale. Spostando l’ambientazione verso le stelle, Hall rende la vastità dell’ignoto immediata e accessibile a un pubblico moderno.


Conclusione
Hell’s Heart è più di una semplice rivisitazione; è un’evoluzione tematica che utilizza la vastità della fantascienza per esplorare le stesse ossessioni senza tempo che si trovano nella letteratura classica. Attraverso una miscela di identità queer e scienza planetaria, reinventa l'”inconoscibile” per una nuova generazione.

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