La Colombia sopprimerà gli ippopotami invasivi a seguito del fallimento dei tentativi di ricollocazione

21
La Colombia sopprimerà gli ippopotami invasivi a seguito del fallimento dei tentativi di ricollocazione

Dopo anni di tentativi di gestire una popolazione invasiva attraverso la sterilizzazione e il ricollocamento, il governo colombiano ha annunciato un drastico cambiamento di strategia: l’eutanasia di almeno 80 ippopotami.

La decisione prende di mira una popolazione di “ippopotami della cocaina”, discendenti di quattro animali importati illegalmente dal defunto trafficante di droga Pablo Escobar nel 1981. Quella che era iniziata come una collezione privata si è trasformata in una massiccia crisi ecologica che il governo colombiano ora ritiene ingestibile solo con mezzi non letali.

L’origine di una crisi ecologica

La presenza di questi animali nella regione di Antioquia è un’eredità diretta del traffico di droga. Dopo la morte di Escobar nel 1993, questi ippopotami fuggirono in natura e iniziarono a riprodursi senza controllo.

Non si tratta semplicemente di una questione di gestione della fauna selvatica; è un conflitto tra una specie invasiva e un ecosistema delicato. Gli ippopotami rappresentano diverse minacce critiche:
Distruzione ecologica: le loro enormi dimensioni alterano i sistemi fluviali e inquinano i corsi d’acqua con rifiuti, riducendo i livelli di ossigeno e uccidendo pesci e piante autoctone.
Minacce alla biodiversità: agiscono come predatori aggressivi nei confronti delle specie autoctone che non hanno difese naturali contro di loro.
Sicurezza umana: gli animali sono stati collegati a un aumento degli incidenti stradali e ad attacchi diretti alle comunità locali e alle imbarcazioni.

Perché le strategie precedenti hanno fallito

Negli ultimi due anni, la Colombia ha perseguito due principali alternative all’eutanasia, entrambe rivelatesi insufficienti:

1. Il programma di sterilizzazione

Anche se la sterilizzazione mira a rallentare la crescita della popolazione, gli esperti sostengono che non sia una soluzione a lungo termine. Jorge Moreno Bernal, ricercatore dell’Università del Nord, osserva che sterilizzare un ippopotamo è molto diverso dalla gestione degli animali domestici. Il processo richiede macchinari pesanti come le gru, è estremamente pericoloso per il personale ed è proibitivamente costoso.

2. Sforzi di ricollocazione

Il governo ha trascorso anni a negoziare con sette diversi paesi e varie associazioni internazionali di zoo per trasferire gli animali. Tuttavia, nessun paese ha accettato di accettare anche un solo ippopotamo, lasciando la Colombia senza una strategia di uscita praticabile per la popolazione in crescita.

“Senza questa azione è impossibile controllarli”, ha affermato la ministra dell’Ambiente colombiana Irene Vélez, sottolineando che, se non controllata, la popolazione potrebbe raggiungere i 500 individui entro il 2030.

Il costo dell’inazione

L’onere finanziario e logistico derivante dal tentativo di “gestire” anziché “sradicare” è sconcertante. Le stime suggeriscono che gli sforzi di sterilizzazione e trasferimento costerebbero tra 1 milione e 2 milioni di dollari solo per rallentare la crescita, e anche in quel caso gli animali rimarrebbero una presenza invasiva per altri 50-100 anni.

In risposta, il governo ha stanziato circa 2 milioni di dollari per un programma di eutanasia. Questo piano comporterà:
Abbattimento mirato: utilizzo di metodi chimici e fisici per l’eutanasia degli animali in base alle loro dimensioni e alla vicinanza agli insediamenti umani.
Monitoraggio continuo: un piano strategico per identificare le minacce più immediate.
Approccio ibrido: sforzi continui per sterilizzare la popolazione rimanente e cercare opzioni di ricollocazione domestica.

Un cambiamento nella volontà politica

Il ritardo nell’intraprendere azioni decisive è in gran parte attribuito all’esitazione politica. Negli anni precedenti, gli attivisti per i diritti degli animali avevano condotto con successo una campagna contro le misure letali, rendendo la questione una “mina terrestre”.

Tuttavia, un decennio di ricerche scientifiche che hanno messo in luce i gravi danni ecologici causati dagli ippopotami ha cambiato la percezione del pubblico. Vi è ora un crescente consenso sul fatto che il rischio ambientale supera le preoccupazioni etiche riguardanti i singoli animali.


Conclusione: Di fronte a una popolazione in esplosione e alla mancanza di sostegno internazionale per la ricollocazione, la Colombia è passata dal tentativo di gestione all’eradicazione attiva per proteggere i suoi ecosistemi e i suoi cittadini.