I capodogli hanno confermato la loro testata: le storie secolari dei marinai si sono rivelate vere

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Per quasi due secoli, i marinai hanno condiviso storie di enormi capodogli che speronavano e affondavano intenzionalmente navi. Ora, le riprese dei droni hanno confermato ciò che molti sospettavano: questi giganti usano la testa come arma. Un team di biologi marini ha catturato la prima prova documentata di capodogli (Physeter macrocephalus ) che si sono deliberatamente fatti testate a vicenda nell’Oceano Atlantico orientale tra il 2020 e il 2022.

Racconti storici e la leggenda di Moby Dick

La pratica risale almeno al 19° secolo, quando le navi baleniere dovettero affrontare gli attacchi dei capodogli. L’incidente più famigerato coinvolse l’Essex nel 1820. Il primo ufficiale Owen Chase descrisse vividamente come un capodoglio colpì due volte la nave, affondandola con forza brutale. Chase notò che la balena “è scesa con il doppio della sua velocità normale… con furia e vendetta dieci volte superiori”.

Altri affondamenti documentati includono l’Ann Alexander nel 1851 e la Kathleen nel 1902. Questi eventi ispirarono Moby Dick di Herman Melville, suggerendo che anche le narrazioni immaginarie possono essere radicate in comportamenti del mondo reale.

Perché la Testata? Il mistero rimane

Lo scopo di questo comportamento rimane poco chiaro, sebbene gli scienziati abbiano alcune teorie. Una possibilità è che la testata sia una forma di competizione tra balene maschi, anche se in genere avviene sott’acqua. Un’altra preoccupazione è che ripetuti impatti alla testa potrebbero danneggiare le strutture utilizzate dalle balene per l’ecolocalizzazione e la comunicazione.

Il fatto che questo comportamento fosse sospettato da tempo ma mai osservato in modo affidabile sottolinea quanto sia difficile studiare i grandi mammiferi marini nel loro habitat naturale.

I droni e il futuro della biologia marina

La svolta è arrivata grazie alla tecnologia dei droni, che ha permesso ai ricercatori di catturare filmati dall’alto delle interazioni vicino alla superficie. Secondo il dottor Alec Burslem dell’Università di St Andrews, “Questa prospettiva dall’alto unica… è solo uno dei modi in cui la tecnologia dei droni sta trasformando lo studio della biologia della fauna selvatica”.

Il team spera che ulteriori osservazioni possano far luce sul motivo per cui i capodogli adottano questo comportamento. Chiedono anche che altri con filmati simili si facciano avanti.

Questa scoperta non riguarda solo la conferma di una leggenda marittima; si tratta di sbloccare una comprensione più profonda di queste potenti creature e dei comportamenti che hanno plasmato sia la storia umana che l’oceano stesso.

La ricerca è stata uno sforzo di collaborazione tra l’Università di St Andrews, l’Università delle Azzorre e l’Asociación Tursiops.

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