Il sonno profondo potrebbe mandare gli astronauti verso le stelle?

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Il sonno profondo potrebbe mandare gli astronauti verso le stelle?

Il nuovo film Project Hail Mary descrive una premessa sorprendente: un astronauta risvegliato da un sonno simile al coma per anni in una missione nello spazio profondo. Ma quanto è fondata nella realtà questa idea? Anche se non si tratta proprio di un coma indotto dal punto di vista medico, il concetto di mettere gli esseri umani in animazione sospesa a lungo termine per i viaggi nello spazio è oggetto di ricerche attive e potrebbe essere più vicino di quanto molti pensino.

La scienza del rallentamento della vita

La premessa del film non è del tutto immaginaria. L’autore, Andy Weir, sottolinea che la scienza dietro il Progetto Ave Maria è in gran parte in linea con la fisica consolidata, escludendo alcuni elementi speculativi come i microbi mangiatori di sole. L’idea centrale – rallentare le funzioni del corpo per ridurre il fabbisogno di risorse durante i lunghi viaggi – è radicata in fenomeni naturali.

Molti animali lo fanno già. Orsi, criceti e scoiattoli di terra entrano in stati di torpore o ibernazione, riducendo drasticamente il loro tasso metabolico. Ciò significa un minore consumo di ossigeno, un fabbisogno minimo di cibo o acqua e una sopravvivenza prolungata in condizioni difficili. La chiave è che la vita non si ferma, semplicemente rallenta.

Torpore sintetico: una possibilità umana?

I ricercatori ritengono che questo potrebbe essere replicato negli esseri umani attraverso un processo chiamato torpore sintetico. Matteo Cerri, professore associato di fisiologia all’Università di Bologna, guida un gruppo dell’Agenzia spaziale europea che studia come indurre questo stato.

I vantaggi sono chiari: minori richieste metaboliche, durata della vita potenzialmente estesa e protezione cruciale contro le radiazioni spaziali, attualmente il più grande ostacolo all’esplorazione a lungo termine. Livelli più bassi di ossigeno nei tessuti potrebbero aumentare la resistenza alle radiazioni, poiché il problema con le radiazioni è che al momento non esiste una soluzione.

Gli esperimenti hanno già dimostrato il successo negli animali. Il team di Cerri ha indotto il torpore nei ratti manipolando l’attività del tronco encefalico, “ingannando” di fatto i loro corpi inducendoli a rallentare. Le sperimentazioni umane sono attualmente considerate troppo rischiose, ma il principio è stato dimostrato.

Criosonno: il futuro ghiacciato?

Anche un altro classico della fantascienza, il criosonno, ovvero il congelamento dei corpi per un successivo risveglio, è sotto indagine. Anche se nessuno è ancora riuscito a farlo con successo, i ricercatori sottolineano i precedenti biologici. I tardigradi possono entrare in uno stato simile al vetro e le salamandre siberiane sopravvivono congelate per anni.

Alexander German, un neurologo molecolare, ritiene che la criostasi umana reversibile sia “tecnicamente possibile”. Il suo team ha recentemente recuperato l’attività cerebrale in fettine di cervello di topo congelate, suggerendo che il risveglio cellulare non è solo teorico. L’ostacolo principale rimane quello di evitare che i cristalli di ghiaccio danneggino le cellule durante il congelamento e lo scongelamento.

Le sfide rimangono

La strada verso l’animazione sospesa umana non è facile. I farmaci utilizzati per indurre il coma possono diventare tossici per lunghi periodi e l’espansione dei cristalli di ghiaccio durante il congelamento può rompere le cellule. Questi problemi necessitano di soluzioni prima di un’adozione diffusa.

Ma le potenziali ricompense sono immense. Se gli scienziati riuscissero a superare questi ostacoli, i viaggi spaziali di lunga durata, compresi i viaggi interstellari, diventerebbero molto più fattibili. Il sonno profondo potrebbe non essere solo fantascienza; potrebbe essere il biglietto dell’umanità per le stelle.